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La bovina da latte nella zona del Parmigiano Reggiano: innovazione e tradizione per un allevamento sostenibile e per prodotti di qualità.
Aziende agricole:
il benessere

I cinque allevamenti partecipanti formavano un campione ben rappresentativo del mondo del Parmigiano Reggiano, composto da grandi stalle sociali a cui si affiancano più piccole aziende agricole private.

Punto di partenza per il lavoro verso i due importanti obiettivi del miglioramento qualitativo del latte e della dimostrazione della sostenibilità economica di allevamenti con bovine meno produttive, ma dalla vita più lunga e ricca di parti, è stato analizzare lo stato di fatto degli allevamenti.

Nell’inverno 2016/17 i ricercatori hanno effettuato una serie di rilevazioni, analizzando il regime alimentare delle bovine ed elaborando una valutazione del benessere animale, che hanno costituito la lente attraverso la quale osservare in profondità le aziende, per individuare i miglioramenti da introdurre e sperimentare col successivo lavoro.

Lo stato di partenza degli allevamenti si presentava come di seguito*:

Tabella 1 - Rilievi nelle stalle
Azienda A Azienda B Azienda C Azienda D Azienda E
Bovine in lattazione 130 320 350 720 290
Media parti 5 2,7 3,5 2,4 2,5
Produzione media (q.li/lattazione) 85 88 85 90 95
L’azienda A è in produzione biologica, sia per il latte sia per la sezione di allevamento suini (circa 400 capi, tipologia outdoor).Utilizza per l’alimentazione della bovine fieni a volontà (60% prato e 40% medica), totalmente prodotti in proprio, e una media di 7 kg/d di concentrati. Utilizza anche pascolo, direttamente nel territorio aziendale. Per la caseificazione si avvalgono di un caseificio esterno, ma prendono in carico le proprie forme al terzo mese di stagionatura e completano la stagionatura stessa in proprio. L’azienda ha uno spaccio di vendita diretta dei propri prodotti caseari e salumi.

L’azienda B è una stalla sociale i cui 36 soci conferiscono i fieni, nella quasi totalità polifiti, con cui vengono alimentate le bovine. Somministrato anche foraggio verde in stagione. La razione viene integrata da mangimi concentrati, di tre tipologie diverse, due dei quali contengono semi di lino estrusi: l’azienda partecipa infatti alla produzione del “Burro Nobile”.

L’azienda C possiede un caseificio in proprio, ed esegue direttamente la prima metà della stagionatura delle forme. I fieni, per il 75% di produzione aziendale, e gli alimenti concentrati (di due tipologie, uno dei quali prodotto in proprio miscelando le diverse materie prime) sono miscelati e somministrati secondo la tecnica del piatto unico – unifeed. E’ la prima azienda che ha prodotto il “Burro Nobile”.

L’azienda D è una stalla sociale che gestisce due diversi siti di allevamento. Produce in proprio il 60% dei fieni (polifiti e medica) e possiede un essiccatoio; concentrati (mais e orzo prodotti in proprio, nucleo acquistato) e fieni vengono miscelati in unifeed.

L’azienda E è una stalla sociale che aderisce al “Burro Nobile”. Produce il 75% dei fieni (in gran parte medica) e acquista due tipi di concentrati. La razione viene somministrata con la tecnica unifeed, con diversi tipi di miscela a seconda dello stadio produttivo; per le vacche in lattazione il carro viene fatto tre volte al giorno.

La valutazione del benessere degli animali in funzione della longevità e fertilità degli animali si è svolta, a questo punto, attraverso i seguenti passaggi:
• La messa a punto del sistema di valutazione del benessere in relazione alla longevità;
• Le verifiche presso le Aziende Pilota;
• L’analisi dati raccolti.

Il sistema di valutazione del benessere delle vacche da latte in relazione alla longevità
Il sistema messo a punto per la valutazione nelle Aziende Pilota si è basato sull’IBA (Indice di Benessere dell’Allevamento), una metodologia di valutazione con misurazioni indirette relative alle strutture d’allevamento e agli aspetti gestionali e con misurazioni dirette sugli animali. Le misurazioni indirette utilizzate sono state le seguenti: caratteristiche costruttive della stalla, tipo di stabulazione, superfici di stabulazione, parametri dimensionali delle cuccette e delle corse di stabulazione, pavimentazioni e materiali da lettiera, sistemi di somministrazione dell’alimento e dell’acqua di bevanda, ventilazione naturale, polverosità e presenza di gas nocivi, sistemi di soccorso estivo contro il caldo, presenza di aree di esercizio esterne, caratteristiche della zona premungitura. Le misurazioni dirette sugli animali sono state le seguenti: stato di imbrattamento corporeo, lameness score, alterazioni del tegumento, colpi di tosse, scoli nasali, oculari e vulvari, respirazione difficoltosa, locomotion score, diarrea e test di avvicinamento.
Il sistema è stato implementato, prendendo in considerazione altri aspetti, quali alcuni indici di efficienza riproduttiva e longevità, il numero di cellule somatiche per singola vacca e alcuni indicatori sugli animali, come il tempo necessario per coricarsi.
La nuova metodologia messa a punto ha previsto l’attribuzione di un punteggio totale (detto indice) e una classe di merito a un singolo allevamento. L’indice, a sua volta, è una sommatoria di punteggi assegnati ai singoli parametri valutati. Il valore dell’indice posiziona l’azienda in uno dei 6 livelli prestabiliti di benessere animale (classe):

 Classe 1
Livello pessimo
 Classe 2
Livello scarso
 Classe 3
Livello sufficiente
 Classe 4
Livello discreto
 Classe 5
Livello buono
 Classe 6
Livello ottimo
Dopo l’assegnazione dei punteggi e delle classi, il sistema di valutazione individua i punti critici, i quali possono riguardare sia aspetti generali e gestionali, sia diversi edifici e categorie bovine, e gli interventi migliorativi in relazione alle criticità evidenziate.
Infine, per ogni azienda è stata predisposta una scheda aziendale riassuntiva in cui vengono riportati in punteggi parziali e totali, classe, punti critici e interventi migliorativi.

Le verifiche presso le Aziende Pilota
Questa fase ha permesso la verifica del benessere animale nelle Aziende Pilota mediante il sistema di valutazione. I sopralluoghi sono stati 4 per singolo allevamento per un totale di 20, eseguite durante stagioni diverse. Soltanto nel caso dell’azienda AP5 sono stati eseguiti due rilievi durante la stagione estiva.

L’analisi dei dati raccolti
Dopo ogni visita i dati raccolti con la checklist sono stati inseriti in un programma informatico in grado di calcolare in automatico i punteggi dei diversi parametri, le sommatorie parziali relative alle diverse macroaree, il punteggio totale (indice) e la classe ottenuta da ogni singola azienda.
Successivamente per ogni valutazione sono stati individuati gli eventuali punti critici ed è stata realizzata una scheda aziendale riassuntiva in cui sono riportati il punteggio totale, la classificazione aziendale, la descrizione dettagliata dei punti critici dell’allevamento e la descrizione dei possibili interventi migliorativi per risolvere le criticità individuate.
Nella tabella 2 il punteggio totale (media dei quattro sopralluoghi) di ogni singola Azienda Pilota è messo in relazione al numero medio di lattazioni e ai giorni di interparto. Nonostante l’azienda con le vacche più longeve sia quella con il punteggio di benessere animale più elevato, in generale non si evidenzia una stretta correlazione fra questi due parametri. Lo stesso vale per l’interparto: infatti, nonostante l’azienda con l’interparto peggiore sia anche quella con il punteggio di benessere animale più basso, in generale non si evidenzia una stretta correlazione fra questi due parametri.

Tutte le stalle si posizionano in una classe discreta, la quarta, eccezion fatta per una che ha registrato un punteggio più basso, raggiungendo soltanto la classe 3.

Tabella 2 – Punteggio totale, numero di lattazioni e interparto nelle Aziende Pilota
Indice IBA, lattazioni e interparto AP1 AP2 AP3 AP4 AP5
Indice IBA (punteggio) 104 162 234 137 133
Numero medio di lattazioni 2,32 2,25 3,27 2,66 2,21
Interparto medio (d) 447 415 413 447 393
Classe 3 4 4 4 4
Nella tabella 3 il punteggio totale (media dei quattro sopralluoghi) di ogni singola Azienda Pilota viene messo in relazione al numero percentuale di vacche suddivise per soglie di cellule somatiche. Se si tralascia l’azienda AP3 che è biologica si evidenzia una stretta correlazione fra questi due parametri, ossia l’azienda con il numero più alto di vacche con cellule sopra le 200.000 è anche quella con il punteggio di benessere animale più basso e, viceversa, l’azienda con il numero più basso di vacche con cellule sopra le 200.000 è anche quella con il punteggio di benessere animale più alto.

Tabella 3 – Punteggio totale e numero percentuale di vacche suddivise per soglie di cellule somatiche nelle Aziende Pilota
Indice IBA, lattazioni e interparto AP1 AP2 AP3 AP4 AP5
Indice IBA (punteggio) 104 162 234 137 133
Cellule somatiche < 200.000 58 76 61 59 69
Cellule somatiche da 200.000 a 400.000 19 8 13 20 13
Cellule somatiche > 400.000 24 16 26 21 19
(*) A tutela della riservatezza dei dati sensibili degli allevamenti, l’ordine della tabella 1 è differente rispetto a quello delle tabelle 2 e 3, identico tra loro.


Società Cooperativa Lattemilia

Via Cadoppi, 6 - 42100 Reggio Emilia
Isc. Reg. Imp. 02300130354 - R.E.A. n. 269552
Isc. Albo Coop. n. A188360 - C.F. e P. IVA 02300130354
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del Parmigiano Reggiano: innovazione
e tradizione per un allevamento sostenibile
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da latte nelle terre del Parmigiano
Reggiano per la produzione
di burro di alta qualità"
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I cinque allevamenti partecipanti formavano un campione ben rappresentativo del mondo del Parmigiano Reggiano, composto da grandi stalle sociali a cui si affiancano più piccole aziende agricole private.

Punto di partenza per il lavoro verso i due importanti obiettivi del miglioramento qualitativo del latte e della dimostrazione della sostenibilità economica di allevamenti con bovine meno produttive, ma dalla vita più lunga e ricca di parti, è stato analizzare lo stato di fatto degli allevamenti.

Nell’inverno 2016/17 i ricercatori hanno effettuato una serie di rilevazioni, analizzando il regime alimentare delle bovine ed elaborando una valutazione del benessere animale, che hanno costituito la lente attraverso la quale osservare in profondità le aziende, per individuare i miglioramenti da introdurre e sperimentare col successivo lavoro.

Lo stato di partenza degli allevamenti si presentava come di seguito*:

Tabella 1 - Rilievi nelle stalle
   Azienda A  Azienda B  Azienda C  Azienda D  Azienda E
 Bovine in lattazione  130  320  350  720  290
 Media parti  5  2,7  3,5  2,4  2,5
 Produzione media
 (q.li/lattazione)
 85  88  85  90  95
L’azienda A è in produzione biologica, sia per il latte sia per la sezione di allevamento suini (circa 400 capi, tipologia outdoor). Utilizza per l’alimentazione della bovine fieni a volontà (60% prato e 40% medica), totalmente prodotti in proprio, e una media di 7 kg/d di concentrati. Utilizza anche pascolo, direttamente nel territorio aziendale. Per la caseificazione si avvalgono di un caseificio esterno, ma prendono in carico le proprie forme al terzo mese di stagionatura e completano la stagionatura stessa in proprio. L’azienda ha uno spaccio di vendita diretta dei propri prodotti caseari e salumi.

L’azienda B è una stalla sociale i cui 36 soci conferiscono i fieni, nella quasi totalità polifiti, con cui vengono alimentate le bovine. Somministrato anche foraggio verde in stagione. La razione viene integrata da mangimi concentrati, di tre tipologie diverse, due dei quali contengono semi di lino estrusi: l’azienda partecipa infatti alla produzione del “Burro Nobile”.

L’azienda C possiede un caseificio in proprio, ed esegue direttamente la prima metà della stagionatura delle forme. I fieni, per il 75% di produzione aziendale, e gli alimenti concentrati (di due tipologie, uno dei quali prodotto in proprio miscelando le diverse materie prime) sono miscelati e somministrati secondo la tecnica del piatto unico – unifeed. E’ la prima azienda che ha prodotto il “Burro Nobile”.

L’azienda D è una stalla sociale che gestisce due diversi siti di allevamento. Produce in proprio il 60% dei fieni (polifiti e medica) e possiede un essiccatoio; concentrati (mais e orzo prodotti in proprio, nucleo acquistato) e fieni vengono miscelati in unifeed.

L’azienda E è una stalla sociale che aderisce al “Burro Nobile”. Produce il 75% dei fieni (in gran parte medica) e acquista due tipi di concentrati. La razione viene somministrata con la tecnica unifeed, con diversi tipi di miscela a seconda dello stadio produttivo; per le vacche in lattazione il carro viene fatto tre volte al giorno.

La valutazione del benessere degli animali in funzione della longevità e fertilità degli animali si è svolta, a questo punto, attraverso i seguenti passaggi:
• La messa a punto del sistema di valutazione del benessere in relazione alla longevità;
• Le verifiche presso le Aziende Pilota;
• L’analisi dati raccolti.

Il sistema di valutazione del benessere delle vacche da latte in relazione alla longevità
Il sistema messo a punto per la valutazione nelle Aziende Pilota si è basato sull’IBA (Indice di Benessere dell’Allevamento), una metodologia di valutazione con misurazioni indirette relative alle strutture d’allevamento e agli aspetti gestionali e con misurazioni dirette sugli animali. Le misurazioni indirette utilizzate sono state le seguenti: caratteristiche costruttive della stalla, tipo di stabulazione, superfici di stabulazione, parametri dimensionali delle cuccette e delle corse di stabulazione, pavimentazioni e materiali da lettiera, sistemi di somministrazione dell’alimento e dell’acqua di bevanda, ventilazione naturale, polverosità e presenza di gas nocivi, sistemi di soccorso estivo contro il caldo, presenza di aree di esercizio esterne, caratteristiche della zona premungitura. Le misurazioni dirette sugli animali sono state le seguenti: stato di imbrattamento corporeo, lameness score, alterazioni del tegumento, colpi di tosse, scoli nasali, oculari e vulvari, respirazione difficoltosa, locomotion score, diarrea e test di avvicinamento.
Il sistema è stato implementato, prendendo in considerazione altri aspetti, quali alcuni indici di efficienza riproduttiva e longevità, il numero di cellule somatiche per singola vacca e alcuni indicatori sugli animali, come il tempo necessario per coricarsi.
La nuova metodologia messa a punto ha previsto l’attribuzione di un punteggio totale (detto indice) e una classe di merito a un singolo allevamento. L’indice, a sua volta, è una sommatoria di punteggi assegnati ai singoli parametri valutati. Il valore dell’indice posiziona l’azienda in uno dei 6 livelli prestabiliti di benessere animale (classe):
 Classe 1
Livello pessimo
 Classe 2
Livello scarso
 Classe 3
Livello sufficiente
 Classe 4
Livello discreto
 Classe 5
Livello buono
 Classe 6
Livello ottimo
Dopo l’assegnazione dei punteggi e delle classi, il sistema di valutazione individua i punti critici, i quali possono riguardare sia aspetti generali e gestionali, sia diversi edifici e categorie bovine, e gli interventi migliorativi in relazione alle criticità evidenziate.
Infine, per ogni azienda è stata predisposta una scheda aziendale riassuntiva in cui vengono riportati in punteggi parziali e totali, classe, punti critici e interventi migliorativi.

Le verifiche presso le Aziende Pilota
Questa fase ha permesso la verifica del benessere animale nelle Aziende Pilota mediante il sistema di valutazione. I sopralluoghi sono stati 4 per singolo allevamento per un totale di 20, eseguite durante stagioni diverse. Soltanto nel caso dell’azienda AP5 sono stati eseguiti due rilievi durante la stagione estiva.

L’analisi dei dati raccolti
Dopo ogni visita i dati raccolti con la checklist sono stati inseriti in un programma informatico in grado di calcolare in automatico i punteggi dei diversi parametri, le sommatorie parziali relative alle diverse macroaree, il punteggio totale (indice) e la classe ottenuta da ogni singola azienda.
Successivamente per ogni valutazione sono stati individuati gli eventuali punti critici ed è stata realizzata una scheda aziendale riassuntiva in cui sono riportati il punteggio totale, la classificazione aziendale, la descrizione dettagliata dei punti critici dell’allevamento e la descrizione dei possibili interventi migliorativi per risolvere le criticità individuate.
Nella tabella 2 il punteggio totale (media dei quattro sopralluoghi) di ogni singola Azienda Pilota è messo in relazione al numero medio di lattazioni e ai giorni di interparto. Nonostante l’azienda con le vacche più longeve sia quella con il punteggio di benessere animale più elevato, in generale non si evidenzia una stretta correlazione fra questi due parametri. Lo stesso vale per l’interparto: infatti, nonostante l’azienda con l’interparto peggiore sia anche quella con il punteggio di benessere animale più basso, in generale non si evidenzia una stretta correlazione fra questi due parametri.

Tutte le stalle si posizionano in una classe discreta, la quarta, eccezion fatta per una che ha registrato un punteggio più basso, raggiungendo soltanto la classe 3.

Tabella 2 – Punteggio totale, numero di lattazioni e interparto nelle Aziende Pilota
 Indice IBA, lattazioni e interparto  AP1  AP2  AP3  AP4  AP5
 Indice IBA (punteggio)  104  162  234  137  133
 Numero medio di lattazioni  2,32  2,25  3,27  2,66  2,21
 Interparto medio (d)  447  415  413  447  393
 Classe  3  4  4  4  4
Nella tabella 3 il punteggio totale (media dei quattro sopralluoghi) di ogni singola Azienda Pilota viene messo in relazione al numero percentuale di vacche suddivise per soglie di cellule somatiche. Se si tralascia l’azienda AP3 che è biologica si evidenzia una stretta correlazione fra questi due parametri, ossia l’azienda con il numero più alto di vacche con cellule sopra le 200.000 è anche quella con il punteggio di benessere animale più basso e, viceversa, l’azienda con il numero più basso di vacche con cellule sopra le 200.000 è anche quella con il punteggio di benessere animale più alto.

Tabella 3 – Punteggio totale e numero percentuale di vacche suddivise per soglie di cellule somatiche nelle Aziende Pilota
 Indice IBA, lattazioni e interparto  AP1  AP2  AP3  AP4  AP5
 Indice IBA (punteggio)  104  162  234  137  133
 Cellule somatiche < 200.000  58  76  61  59  69
 Cellule somatiche da 200.000 a 400.000  19  8  13  20  13
 Cellule somatiche > 400.000  24  16  26  21  19
(*) A tutela della riservatezza dei dati sensibili degli allevamenti, l’ordine della tabella 1 è differente rispetto a quello delle tabelle 2 e 3, identico tra loro.


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